Allarme ransomware: milioni di nemici sono in agguato

Allarme ransomware

Milioni di nemici sono in agguato

Negli ultimi anni milioni di utenti accendendo al pc hanno trovato un messaggio del tipo “Il tuo computer è stato bloccato, se vuoi riavere i tuoi dati  paga 10.000 € entro 48 ore”.

Siamo portati a pensare che sia un evento che non “ci riguarderà mai”, purtroppo non è così. Gli attacchi informatici, in particolare i ransomware, sono aumentati negli anni provocando ingenti danni sia a singoli utenti, che a intere aziende.

Se la tua domanda è “Ma cos’è un ransomware?”, non preoccuparti ci pensiamo noi a raccontarti il suo significato e offrirti le giuste armi per difenderti.

Cos’è un ransomware?

Il ransomware è un tipo di virus al quale segue una richiesta riscatto da parte dei cyber criminali (o per meglio dire cracker) che, entrando nel computer dell’utente, prendono in ostaggio i preziosi dati del malcapitato.

Non a caso la parola “Ransomware” è composta da ransom (riscatto) e da malware (virus informatico).

Spesso i criminali informatici riescono ad entrare nel sistema informatico e a bloccarlo tramite delle email phising, ovvero “email esca” contenenti link infetti. Un utente inesperto aprendo il link permette al virus di propagarsi non solo sul proprio dispositivo, ma su tutti quelli presenti in rete.

Una volta infettato il sistema, gli hacker chiederanno un riscatto per decriptare e rendere nuovamente disponibili i file sequestrati. Il malcapitato non potrà far altro che pagare la cifra richiesta per riacquistarne il controllo.

Ransomware: la storia e la sua diffusione

Il primo ransomware della storia fece il suo debutto nel 1989 con il nome di “PC Cyborg”.

Questo tipo di attacco colpì l’azienda “PC Cyborg Corporation”, bloccando il funzionamento di tutti i computer e richiedendo 189 dollari per far ripartire l’intero sistema IT.

I criminali riuscirono ad entrare nei pc aziendali tramite dei floppy disk infetti che, una volta installati, criptarono tutti i file presenti nel sistema.

Con l’aumento dell’uso dei dispositivi mobili e di internet nelle aziende, i ransomware sono aumentati notevolmente negli anni. Dal 2012 in poi, gli attacchi cyber sono diventati sempre più dannosi per le aziende.

Uno degli ultimi attacchi, che ha avuto un impatto globale, è il WannaCry. Nel 2017 il virus è riuscito a trovare una falla nel sistema SMB Server di Windows e ad entrare nei computer di tutto il mondo che non avevano installato l’ultima versione del sistema.

Il paese più colpito dal virus fu il Regno Unito, WannaCry provocò il blocco del sistema sanitario inglese.

I numeri allarmanti nel 2020

Negli ultimi anni la situazione è diventata ancora più drammatica. A causa della pandemia da Covid-19, le aziende di tutto il mondo hanno dovuto accelerare la corsa alla trasformazione digitale, scegliendo spesso sistemi non adeguati per la sicurezza informatica aziendale.  

Questo ha portato, solo nel 2020, ad un aumento degli attacchi del 47%. Dato il triste successo degli hacker il valore medio del riscatto richiesta è salito a circa 338 mila dollari.

Lo conferma il Rapporto Clusit 2021: i ransomware nell’anno 2018 rappresentavano il 23% di tutti i malware, nel 2019 sono diventati quasi il doppio (46%) e nel 2020 sono arrivati al 67%. In pratica sono ransomware i due terzi degli attacchi

Gli utenti italiani, purtroppo, sono tra le principali vittime dei ransomware. L’Italia è il secondo Paese più colpito dagli attacchi in Europa.

Uno dei motivi per cui l’Italia è nel mirino dei criminali informatici dipende proprio dalle attività di digitalizzazione che non prestano la necessaria attenzione alla protezione da attacchi esterni.

Consigli per lavorare in sicurezza

Per poter lavorare in modo efficiente e sicuro ti consigliamo di applicare queste pratiche linee guida.

      • Prevenire è meglio che curare”, la prima cosa che non devi mai dimenticare è l’aggiornamento costante del tuo sistema IT. La maggior parte dei ransomware sfrutta falle note nei sistemi, che nella quasi totalità dei casi vengono riparate con gli aggiornamenti.
      • Proteggiti in ogni luogo”, nell’era dello Smart working spesso dimentichiamo quale rete si sta utilizzando per lavorare. Ti consigliamo di usare sempre una rete privata virtuale (VPN) o accesso a sistemi cloud con connessione sicura (https), capaci di crittografare i dati trasmessi e l’indirizzo IP utilizzato. Sfrutta a pieno le funzionalità di sicurezza dei sistemi cloud più avanzati, come l’autentificazione a più fattori (MFA) ed email aziendali con sistemi anti-phising.
      • 1234 non è una password efficace”, sembra un consiglio banale, ma la password è la base per proteggere i tuoi dati. È necessario che ogni utente utilizzi password diverse, costantemente aggiornate e con un alto livello di complessità.
      • Il backup costante e affidabile dei propri file”, l’attività di backup deve essere un’attività pianificata, fatta da un operatore esperto e accompagnata da un servizio di Disaster Recovery. Nel caso in cui un ransomware infettasse il sistema, è indispensabile avere una copia dei file in un backup sicuro e inaccessibile ai malintenzionati.
      • Paga i buoni, non i cattivi”, la maggior parte delle vittime di attacchi per poter rispristinare il proprio sistema pagano il riscatto, facendo vincere i criminali. Sarebbe utile affidarsi a un partner informatico in grado di prevenire o annientare l’attacco senza inutili “fai da te”.

Defender vs Ransomware

In città c’è un nuovo supereroe è si chiama Defender

Microsoft negli anni ha dovuto lottare per sconfiggere tantissimi attacchi hacker al proprio sistema informatico e ha dovuto creare strumenti per potersi difendere e per difendere i propri clienti.  Per questo motivo ha deciso di creare un super antivirus: Microsoft Defender.

Con il tempo l’antivirus si è scontrato con ransomware sempre diversi e da queste lotte si è evoluto, diventando sempre più potente e superando a pieni voti i test che certificano la sua efficienza.

Ecco i super poteri utili per permetterti di lavorare al sicuro:

  • Protezione predittiva di tutti i device
  • Protezione cloud su minacce nuove ed emergenti
  • Costante aggiornamento del sistema
  • Dettagli su origine del malware bloccato
  • Garanzia sul ripristino dei file persi

Cosa possiamo fare per te

Noi di Infoservice sappiamo quanto siano dannosi per il tuo business gli attacchi ransomware e abbiamo aiutato tante aziende a sconfiggerli.

Per questo motivo ti offriamo le migliori armi per difenderti e le capacità per usarle.

Siamo il perfetto alleato per permetterti di sfruttare i vantaggi della digital transformation, senza correre rischi.

La prima cosa che ti consigliamo di fare?

Compila il form e ti aiuteremo ad individuare le aree critiche del suo sistema IT  con una consulenza gratuita e non impegnativa.

Le novità 2021 di Microsoft Teams: gruppi di lavoro  e non solo

Le novità 2021 di Microsoft Teams

Gruppi di lavoro  e non solo

Microsoft negli ultimi mesi ha dato la possibilità ai suoi utenti di poter creare delle vere e proprie stanze virtuali all’interno di Microsoft Teams e ha eliminato diverse limitazioni.  

Gli sviluppatori Microsoft hanno implementato questa nuova funzionalità nei canali di Teams, insieme a molte altre skills utili a facilitare la collaborazione aziendale. 

All’interno dei canali già prima era possibile suddividere in sottogruppi una riunione, ma aveva molte limitazioni.  

Prima di conoscere tutti i vantaggi degli ultimi aggiornamenti di Microsoft Teams è opportuno ricordare che le stanze virtuali, che si possono creare, prendono il nome di “gruppi di lavoro”.  

Facilita la comunicazione con piccoli gruppi di lavoro 

 

Uno degli obiettivi principali dei gruppi di lavoro è nel poter dare la possibilità di dividere la riunione in piccoli gruppi per facilitare le comunicazione. 

Un vantaggio importante è nel non dover più creare un gruppo di lavoro prima della riunione, bensì è possibile crearlo anche durante la riunione 

In questo modo gli utenti avranno più libertà nel decidere quando e come utilizzarli. In particolare, grazie a tale aggiornamento si offre una maggiore flessibilità agli organizzatori della riunione che hanno la possibilità di passare da una stanza all’altra o riportare tutti alla stanza principale. 

Inoltre, attraverso le approvazioni gli amministratori dei team possono gestire in modo simultaneo gli utenti che vogliono partecipare alla riunione. Infatti, è possibile avviare un flusso di approvazione, in collaborazione con i diversi approvatori, dallo stesso punto in cui avvii una chat o una conversazione.  

Resta sempre connesso

 

Con i nuovi aggiornamenti è stata aggiunta la possibilità di  “invio automatico offline. In questo modo gli utenti possono rimanere operativi anche quando non si è onlineI messaggi su Teams possono essere modificati o inviati anche  quando un utente è offline e poi saranno disponibili automaticamente quando si tornerà online. 

Tieni sotto controllo i tuoi documenti 

 

I file condivisi all’interno dei gruppi di lavoro non verranno persi, in quanto saranno disponibili anche nella riunione principale o al termine di essa su una specifica chat. 

In questo modo non verranno persi documenti importanti e gli utenti partecipanti alle riunioni li avranno sempre disponibili nei propri team. 

Live reaction per quando resti senza parole 

 

Un’altra nuova skill disponibile per gli utenti è il poter inviare delle reazioni dal vivo e in tempo reale.  Microsoft, ispirandosi ai social più utilizzati, ha dato la possibilità di scegliere tra diverse reazioni, come il mi piace, gli applausi e le risate.

Microsoft e Infoservice pensano alle tue esigenze 

 

Questi ultimi aggiornamenti di Microsoft Teams ci fanno comprendere come Microsoft sia sempre attento alle mutevoli esigenze dei suoi clienti e come riesca sempre ad aggiornare i propri servizi.  

Infoservice è un partner certificato sempre pronto ad offrire alle aziende un supporto continuo per sfruttare al meglio le opportunità della digital transformation.  

Contattaci per conoscere le potenzialità dei prodotti Microsoft.

Microsoft 365 Business Premium 

Microsoft 365 Business Premium

scopri i suoi vantaggi

All’interno della famiglia 365 di Microsoft è disponibile un nuovo piano per offrire un maggior livello di sicurezza a tutte le aziende, M365 Business Premium. 

Con Microsoft 365 Business Premium le aziende possono sfruttare i vantaggi dei più famosi prodotti Microsoft per la collaborazione e condivisione aziendale e la produttività personale, come Office, Teams, Exchange Online, SharePoint Online e OneDrive. A questi, la versione Premium di Microsoft 365 aggiunge possibilità di avere tutti i diritti di aggiornamento a Windows10 Pro, di utilizzare prodotti specifici per lavorare ovunque in totale sicurezza consente agli utenti di utilizzare Azure Windows Virtual Desktop. 

Le nuove features sulla sicurezza 

 

Grazie aservizi presenti nel piano Microsoft 365 Business Premium, gli utenti possono lavorare in sede o da remoto utilizzando sistemi sofisticati di protezione e prevenzione dagli attacchi informatici, azioni malevoli e in scenari desposizione rischiosa dei dati e delle risorse aziendali. 

Diversi sono i livelli di protezione informatica offerti, vediamo insieme quali sono. 

Sicurezza dei device aziendali utilizzati. 

Questo livello è garantito dalla loro gestione con precisi criteri dei dispositivi delle applicazioni mobili (MDM e MAM). La gestione è possibile grazie alla suite EMS – Enterprise Mobility and Security– con Windows Intune. 

 Le organizzazioni saranno così in grado di proteggere in modo avanzato la propria azienda da attacchi esterni, come il phishing o il ransomware; da azioni accidentali rischiose effettuate dagli utenti e in caso di smarrimento o di furto di un dispositivo. Inoltre, con Windows Intune, si potranno gestire le app scaricate nei dispositivi, così da verificarne l’integrità. 

La sicurezza degli utenti  

Microsoft garantisce tale protezione da due punti di vista: 

  •  Con Microsoft Defender for Office 365 l’organizzazione è grado di difendersi dalle minacce provenienti dalla posta elettronica o da collegamenti (URL) non scuri, che ogni giorno causano ingenti danni a tantissime aziende.  
  • Con sistemi di accesso condizionale attraverso i quali è possibile controllare l’accesso a informazioni sensibili utilizzando la crittografia per evitare che i dati aziendalvengano condivisi accidentalmente. 

La sicurezza locale  

Quest ultimo livello di sicurezza è invece garantito da Windows Defender, il sistema antivirus completo di Microsoft. 

VDA di Windows Virtual Desktop 

 

I vantaggi di Microsoft Business Premium non riguardano soltanto la sicurezza, ma anche la possibilità di utilizzare l’innovativo servizio Azure Windows Virtual Desktop, poiché include le licenze VDA per gli utenti che dovranno accedere ai servizi di desktop virtuale basati su Azure. 

In particolare, le aziende che decideranno di approcciare Virtual Desktop, potranno usare il servizio di Desktop as a Service (DaaS), senza dover acquistare a parte la VDA – che da sola ha un costo di 12,90 € al mese – per ogni utente.  

È da notare inoltre, che diverse aziende potrebbero invece trovarsi nella condizione di utilizzare altri sistemi di remote desktop, come RDS e di dover pagare quindi anche RDS CAL per i propri utenti. Avere VDA in Microsoft 365 Business Premium consente di valutare in maniera ancora più vantaggiosa l’eventuale passaggio a Azure Windows Virtual Desktop, grazie al notevole risparmio di costi di licenza RDS CAL. 

I costi di Microsoft 365 Business Premium 

 

Per quanto riguarda i costi, a fronte dei servizi offerti, Microsoft 365 Business Premium risulta veramente molto competitivo e vantaggioso; Il prezzo è di 16,90 € per utente al mese, poco più di 6  rispetto al piano Standard, di fatto compreso nella suite Premium.  

 Inoltre, è utile ricordare che se un’azienda acquistasse separatamente ogni servizio incluso nel piano o da altri competitor, arriverebbe a spendere circa 40€ euro per utente/mese.  

 Infoservice, essendo partner e reseller certificato Microsoft, è in grado di offrire ai suoi clienti ulteriori vantaggi economici su tutti i piani 365 e non solo. Contattaci per verificare se la tua azienda è elegibile alle promozioni in corso su Microsoft 365 Business Premium 

 

Modern Workplace

Modern Workplace

Innova il tuo modo di lavorare

La pandemia ha accelerato l’innovazione portando tantissime aziende italiane a trovarsi con strumenti del 2030, ma con un approccio arretrato.  La lentezza all’innovazione e al cambiamento porta con sé una riduzione della produttività aziendale e una minore competitività sul mercato internazionale. 

Le aziende italiane non riesco ad adottare in modo efficiente le nuove tecnologie e a creare un modern workplace. Questo perché hanno difficoltà nel trovare personale con le giuste competenze o a formare i propri collaboratori. La mancanza di personale è dovuta anche dal fatto che il personale qualificato non è attratto da aziende che risultano essere poco innovative e che non gli offrono i giusti strumenti per lavorare. 

Nel 2021 creare un Modern Workplace non è più una possibilità, ma è una conditio sine qua non per le aziende che vogliono avere un ruolo rilevante sul mercato.  

Come innovare la tua azienda 

Nel ventunesimo secolo la vita delle informazioni è brevissima, le notizie cambiano rapidamente e c’è sempre di più la necessità di reperire informazioni nel minor tempo possibile. Questo nelle aziende è necessario in quanto permetterebbe ai collaboratori di lavorare in modo sinergico risparmiando tempo e guadagnando in termini di efficienzaLe aziende per rispondere a queste nuove esigenze devono stravolgere la loro vecchia organizzazione gerarchica e creare una rete tra i collaboratori interni ed esterni all’organizzazione.  

Ma quali sono gli elementi necessari per creare rendere un’azienda più moderna?  

  • Innovare attraverso strumenti di qualità che stravolgano il “cosa” si fa in azienda.  
  • Protezione dei dati aziendali, che sono gli elementi più preziosi e più a rischio per un’organizzazione 
  • Rendere efficiente il lavoro da remoto  
  • Valorizzare le persone che collaborano nella tua azienda, dal neo assunto al personale senior. Non bisogna mai dimenticare che la tecnologia è uno strumento pensato per essere governato dalle persone e non il contrario.  

Microsoft al servizio della tua azienda 

 

Durante la pandemia Microsoft ha visto aumentare in modo del tutto imprevedibile l’uso dei propri strumenti. Questo ha permesso di far comprendere alle organizzazioni i tantissimi vantaggi degli strumenti della famiglia Microsoft 385.  

Secondo le stime le aziende che hanno utilizzato tali strumenti  in modo efficiente hanno visto lavorare i propri dipendenti in modo più veloce, risparmiando circa due ore lavorative a settimana 

Inoltre, è stato possibile rispondere alle richieste dei collaboratori di lavorare in mobilità in modo semplice e flessibile. Nello stesso momentè stato possibile garantire un miglior controllo sulle operazioni e un alto livello di sicurezza dei dati, 

I pilastri offerti da Microsoft 365 per permettere ad ogni tipo di azienda di innovarsi sono: 

  • SharePoint: il motore che fa muovere tutte le altre applicazioni di collaborazione. Permette di creare document library, di condividere e collaborare in ogni luogo. 
  • Teams, l’hub per permettere ai gruppi di lavoro di raggiungere insieme specifici obiettivi 
  • Yammer, lo strumento creato per far nascere sempre più idee innovative grazie al contatto con una community esterna all’organizzazione. Grazie ad esso, le aziende possono fare rete con altre realtà ed essere più forti sul mercato. 
  • Outlook, è lo strumento di comunicazione ufficiale che si muove grazie a Exchange.  

I segreti per creare un Modern Workplace 

Per organizzare nel migliore dei modi un ambiente di lavoro moderno è necessario affidarsi a dei partner competenti e capaci di aiutare le aziende a trasformare in opportunità le sfide che la digital transformation. 

Non è un caso che molte aziende adottando solo gli strumenti digitali, non hanno visto migliorare i propri processi aziendali. Ad esempio il cloud non deve essere visto come una bacchetta magica che risolve tutti i problemì, bensì un motore che permetta di evolversi. Per sfruttare tutte le potenzialità del motore è necessario un buon “meccanico”.  

Infoservice, da anni si occupa delle esigenze delle imprese italiane e cerca di guidarle verso la strada più proficua. 

Contattaci per una consulenza gratuita saremo lieti di ascoltarti senza nessun vincolo.  

Le competenze digital del 2021: l’importanza dei corsi di formazione

Le competenze digital del 2021

L’importanza dei corsi di formazione

A causa della situazione demergenza in cui ci troviamo da quasi un anno si è compreso che non si potrà più fare a meno delle nuove tecnologie. Molte imprese italiane hanno cercato di rispondere alla crisi investendo sull’innovazione e cercando di raggiungere il livello degli altri Paesi europei.  

La sfida che molte imprese si trovano ad affrontare oggi riguarda il come utilizzare in modo adeguato gli strumenti informatica, in quanto la maggior parte dei lavoratori non ha le competenze informatiche necessarie. 

Rischi aziendali di lavoratori inesperti 

La mancata capacità di utilizzare i nuovi strumenti ha esposto il patrimonio informativo aziendale a nuovi rischi. Molti attacchi informatici riguardano il furto di dati aziendali causati da utenti inesperti che può provocare un danno economico molto alto per le imprese.  

Oltre ai danni provocati da attacchi informatici, non dobbiamo dimenticare l’inefficienza causata dal non saper utilizzare strumenti informatici, soprattutto nella crisi che stiamo vivendo che obbliga milioni di lavoratori a lavorare da remoto 

Lo smartworking di successo prevede che i lavoratori sappiano lavorare in sicurezza e che sappiano utilizzare piattaforme di condivisione e collaborazione aziendale.  

Nonostante ciò, in Italia il numero di aziende che ha investito per formare adeguatamente il proprio personale è ancora basso.  

Secondo il Rapporto Clusit 2020, solo i55% delle aziende ha definito un piano strutturato di formazione che coinvolge tutti i lavoratori, mentre il restante ha previsto solo dei corsi una tantum. 

La Strategia Nazionale per le Competenze Digitali. 

 

Nei giorni scorsi nel nostro Paese è stato definito un Piano Operativo per definire le linee guida della Digital Transformation. Tra i tanti obiettivi è stata sottolineata l’importanza di avere sempre più lavoratori con adeguate competenze in ICT.  Secondo le stime la quota di PMI che hanno al loro interno specialisti ICT dovrebbe aumentare del 50%. La chiave per avere collaboratori pronti a rispondere alle sfide della digitalizzazione è investire nella loro formazione.  

Nel piano Operativo è stato definito che: 

  • Nel settore privato, si cercherà di supportare economicamente le aziende nel percorso di innovazione. In particolare, sono state previste delle azioni, come il Credito Imposta formazione 4.0, volte a incentivare le imprese a formare i propri collaboratori.  
  • Per il settore pubblico, si cercherà di reclutare dipendenti con le adeguate digital skills e di iniziare percorsi formativi per permettere a tutti i collaboratori di acquisire le giuste competenze per lavorare in PA sempre più digitali 

Competenza e consapevolezza 

 

Ogni corso di formazione dovrebbe rendere i collaboratori di un’azienda competenti e consapevoli dei rischi connessi alle loro azioni In particolare, nell’era dello smart working l’attività di formazione prettamente tecnica deve comprenderne una di sensibilizzazione. 

Solo in questo modo sarà possibile far comprendere le conseguenze reali provocate dall’utilizzo inesperto di alcuni strumenti. 

Secondo l’Osservatorio delle Competenze Digitali, le digital skills dei lavoratori riguardano la capacità di saper utilizzare strumenti informatici a prescindere dalla loro funzione aziendale. Questo ci fa comprendere che nessun dipendente è esente dal dover acquisire nuove competenze in quanto le nuove tecnologie stanno trasformando ogni attività lavorativa, dalla più semplice alla più complessa.  

A chi affidarsi per la formazione? 

 

L’offerta commerciale è molto ampia, vi sono tante aziende che propongono corsi molti diversi tra loro. Prima di scegliere quale partner affidarsi è importante comprendere le competenze che si intendono acquisire in base agli strumenti che si utilizzano in azienda.  

Se stai cercando esperti Microsoft, Infoservice è il partner che fa per te! 

 

Infoservice è in grado di aiutarti ad avere le skills adatte per poter creare un ambiente di lavoro più smart e per incrementare l’efficienza dei tuoi collaboratori, che saranno in grado di lavorare in ogni luogo e in totale sicurezza.  

Tutti saranno in grado di utilizzare in modo professionale i principali tool di collaborazione aziendale e di produttività personale targati Microsoft, come Microsoft Teams o SharePoint online.  

Adobe e Microsoft: una storia di successo

Adobe e Microsoft:

una storia di successo

Microsoft e Adobe sono riusciti a creare una forte collaborazione che gli ha permesso di poter sfruttare in modo sinergico i vantaggi dei propri prodotti.  Negli ultimi anni questa partnership si è allargata riuscendo a integrare i rispettivi servizi cloud con l’obiettivo di ottimizzare i flussi di documenti. I clienti Microsoft 365 potranno così sfruttare tutte le funzionalità di firma digitale all’interno dei loro prodotti di collaborazione aziendale (SharePoint, SharePoint, Outlook..) 

Lo scorso aprile Adobe ha lanciato Adobe Signun nuovo prodotto che permette agli utenti di digitalizzare l’esperienza di firma, permettendo di lavorare in modo semplice con i file PDF e ottenendo contratti firmati all’istante. Integrandolo con i prodotti di Microsoft 365 si potrà garantire una maggiore operatività e collaborazione aziendale. Non bisogna dimenticare che entrambi i prodotti hanno un elevato livello di sicurezza e che quindi la firma digitale ha piena validità legale 

Teams e Adobe Sign per un’operatività senza confini.

 

In particolare, risulta vincente la fusione tra Adobe Sign e Microsoft Teams che permette agli utenti di trovare e firmare un documento direttamente da Teams. In questo modo sarà possibile accelerare il flusso di approvazione aggiungendo la firma elettronica Adobe in Teams e si potranno gestire in modo più efficiente i documenti in PDF. 

Questa partnership porta con sé quattro principali vantaggi per le aziende: 

  • Facilita lo smartworking: grazie all’utilizzo sinergico di questi prodotti i collaboratori aziendali potranno firmare un documento senza bisogno di una stampante e senza uscire dalla piattaforma di Teams. Inoltre, si potranno utilizzare entrambi i prodotti in qualsiasi luogo e da qualsiasi device.  
  • Permette il multitasking: agli utenti potranno lavorare in contemporanea su più documenti in diversi formati in modo semplice e intuitivo. Inoltre, potranno firmare digitalmente senza continuando a utilizzare Teams.  
  • Consente di controllare in ogni momento lo stato di un documento: attraverso il monitoraggio in tempo reale di ogni documento senza uscire da Teams. Ogni volta che i documenti vengono firmati l’utente verrà avvisato con una notifica e se un documento è ancora in attesa si potrà inviare un promemoria ai collaboratori.  
  • Garantisce una protezione da remoto: grazie agli alti standard di sicurezza delle due piattaforme si garantisce l’autenticità del documento e della firma. In particolareogni file inviato avrà un preciso time stamp (che garantisce quando è stato firmato un documento) e l’indirizzo IP (che garantisce da dove è stato firmato e inviato il documento). 

Microsoft Teams: uno strumento dalle enormi potenzialità.

Sia Microsoft che Adobe hanno identificato Teams come hub centrale per la produttività con enormi potenzialità. Teams è uno strumento di collaborazione che va oltre la videoconferenza e le chat. Grazie a vincenti integrazioni, come Adobe Sign, sarà possibile rendere più semplice ed efficiente la vita lavorativa di molti utenti. 

Per le aziende che voglio intraprendere un reale percorso di digitalizzazione è importante affiancarsi ad un partner informatico in grado di mostrargli le potenzialità nascoste dei prodotti Microsoft, in particolare di Teams.  

Infoservice da anni che supporta le aziende a utilizzare al meglio i propri strumenti informatici, dal supporto tecnico altamente specializzato a corsi di formazione con esperti del settore.  

Cashback di Stato: 4 milioni di italiani hanno già aderito

Cashback di Stato

4 milioni di italiani hanno già aderito

Nelle ultime settimane si è sempre più parlato di cashback tanto da diventare una parola comune per moltissimi italiani. L’interesse verso questa parola è dovuto dal fatto che nel 2021 entrerà in vigore il cashback di Stato che prevede un rimborso sugli acquisti. In queste settimane, però, è stata avviata una fase sperimentale per incentivare gli acquisti di Natale. Tutti gli italiani registrati nell’app “IO” che utilizzeranno le carte di credito per lo shopping presso negozi fisici avranno un rimborso del 10% della spesa. 

Cos’è il cashback? 

Il cashback però non è una novità! Ormai da molti anni è uno dei meccanismi promozionali più conosciuti nel mondo in quanto offre vantaggi alle aziende e agli utenti. La promozione consiste, come suggerisce la parola stessa, di un ritorno di denaro in base al tipo di acquisto effettuato. In altre parole, il cliente che acquista un prodotto riceve un rimborso immediato di una percentuale della spesa 

Esistono tanti sistemi di cashback nel mondo, anche se in Italia erano poco conosciuti o erano visti come una specie di truffa da parte delle aziende. 

La maggior parte di questi sistemi, a differenza del cashback di Stato, non ha limitazioni riguardo i rimborsi ed essi sono immediati 

Uno dei più noti sistemi di cashback è la community cashback World dove è possibile usufruire sconti su più di 140.000 negozi sia fisici che virtuali di tutto il mondo. All’interno di questa grande community è possibile trovare sia aziende internazionali (ex. Booking, Brico o Adidas) che piccoli negozi locali.  

Non tutti però sanno che i cashback di Stato possono sommarsi ad altre tipologie di cashback. Ad esempio, se si acquista un prodotto in un negozio partner del Cashback World si potrà avere un doppio rimborso. 

 Ma in cosa consiste il cashback di Stato?  

 

ll cashback di Stato rientra nel “Piano Italia cashless” che ha lo scopo di spingere gli italiani ad utilizzare strumenti digitali per gli acquisti così da contrastare l’evasione fiscale.  Secondo l’analisi di Capterra il 62% degli italiani si è dimostrato a favore dei pagamenti contactless , ma solo il 30% preferisce i pagamenti con la carta di credito nei negozi fisici. Un dato interessante è che l’89% degli italiani intervistati ha mostrato qualche preoccupazione riguardo la tutela della privacy. L’ostilità verso il cashback continua a persistere negli italiani che però sono incentivati dalla possibilità di poter risparmiare e di vincere una rilevante somma. Questo perché il Governo ha creato un supercashback, in aggiunta al cashback, ai primi 100.00 registratche abbiamo effettuato più operazioni.  

Vi sono però delle limitazioni, in quanto potranno avere i rimborsi esclusivamente chi ha effettuato un minimo di 50 transazioni con strumenti di pagamento elettronico in negozi fisici e il rimborso ha un valore massimo di 150 euro. Inoltre, potranno partecipare solo i maggiorenni con la residenza italiana che si saranno registrati tramite SPID nell’app per i servizi pubblici “IO”.  

Inoltre, nel cashback di Statoa differenza di altri sistemi di cashbacknon sono considerati i consumi effettuati nell’ambito dell’attività professionale o imprenditoriali 

Come sta procedendo la fase pilota?  

Gli italiani hanno risposto alla cashback natalizio in modo positivo, anche se con qualche ostacolo. Le difficoltà non hanno riguardato solo la poca familiarità con gli strumenti digitali da parte di molti consumatori, ma anche l’incapacità delle applicazioni di sostenere un numero così elevato di utenti. 

Nonostante ciò, le statistiche natalizie sono abbastanza positive:   

  • Il numero degli iscritti ha superato i 4 milioni 
  • Le transazioni contabilizzate e acquisite dal sistema sono oltre 1,6 milioni 
  • Il totale di rimborso accumulato è pari a oltre 6,4 milioni 

Possiamo quindi dire che ormai il cashback è stato accettato da molti consumatori e che potrebbe affermarsi anche in Italia come un nuovo modo per risparmiare acquistando.  

Infoservice da anni offre ai suoi clienti il modo di acquistare prodotti e servizi risparmiando grazie al cashback.

Contattaci per saperne di più, saremo di lieti di rispondere ad ogni dubbio o curiosità.

Cloud distribuito: un trend del 2021

Cloud ibrido: un trend del 2021 

Scopri di più sul futuro del cloud

Siamo quasi giunti al termine del 2020 e molti tireranno un sospiro di sollievo in quanto questanno rimarrà alla storia come tra i più difficili. In questi periodi di crisi le aziende hanno compreso quanto il valore umano sia necessario e quanto sia importante interpretare l’innovazione per saper mixare il giusto numero di risorse e capacità in base alle proprie esigenze. 

Ma cosa lascerà di buono all’anno che verrà? Quali sono le innovazioni e i cambiamenti che caratterizzeranno la vita lavorativa nel 2021?  

 

Negli ultimi mesi Gartner ha pubblicato un documento in cui esamina i principali trend tecnologici che caratterizzeranno il 2021.  

Tra i tanti trend spiegati da Gartner, il cloud distribuito viene definito come il “futuro del cloud”. Già nel 2020 il settore del cloud computing ha avuto una forte crescita, ma secondo le stime nel 2021 il cloud crescerà del 17% e il cloud distribuito ne sarà il protagonista.  

Ma quando parliamo di Cloud distribuito di cosa parliamo? Quali sono i suoi vantaggi per un’azienda? 

Il cloud distribuito è caratterizzato da cloud pubblici e privati che si combinano tra loro, permettendo alle aziende di condividere i propri dati e applicazioni in entrambi i cloud. 

In particolare, si va a creare uno spazio virtuale in cui i diversi servizi cloud privati possono essere distribuiti a diversi luoghi fisici, mentre la governance rimane nelle mani del fornitore del cloud pubblico.  

Solitamente le aziende che cominciano ad utilizzare il cloud distribuito adottano una soluzione IaaS (Infrastructure as a service), così da poter acquistare e gestire le risorse computazionali dell’infrastruttura senza la responsabilità di gestione. Attraverso la soluzione IaaS, infatti è possibile accedere ad una risorsa hardware flessibile e all’avanguardia scalabile in base alle necessità aziendali. 

Esistono però altre due modalità per usufruire del cloud, come PaaS (Platform as a Service) e SaaS (Software as a Service)Con la soluzione PaaSle aziende possono usufruire di una piattaforma che può supportare diversi servizi, programmi o software. L’ultima modalità detta SaaS consiste nell’utilizzare, tramite un server web, un server remoto.  

Le aziende utilizzando in modo adeguato il cloud ibrido possono coglierne diverse opportunità: 

  • una maggiore flessibilità ed efficienza in quanto permette di gestire, in base alle proprie esigenze, le diverse soluzioni cloud ed a ottimizzare la struttura esistente.  
  • maggior controllo sui dati aziendali e maggior sicurezza in quanto i dati privati possono essere archiviati sul datacenter locale oppure sfruttare il sistema di sicurezza del fornitore del servizioQuesta caratteristica permette anche l’accesso ai dati in modo real time.  
  • maggiore facilità di gestione rispetto a una strategia multi-cloud dove bisogna gestire separatamente in ciascun ambiente i diversi servizi 

I fornitori di cloud privati si stanno evolvendo offrendo ai propri clienti nuove soluzioni di cloud distribuito. La scelta del fornitori cloud è molto importante in quanto influenza i tipi di servizi che verranno adottati all’interno di un’azienda. Attualmente i leader in questo settore sono Microsoft, Google e Amazon. 

In particolare, Microsoft Azure e Google Cloud negli anni stanno crescendo e sottraendo forti quote di mercato ad Amazon Web Services, che per anni era leader del mercato del cloud. 

Il cloud distribuito permetterà a moltissime aziende italiane di potersi innovare in modo più accessibile dal punto di vista economico, abbattendo la barriera economica che frena la digitalizzazione.  
Nell’era di trasformazione digitale ogni azienda deve guardare al futuro come se fosse il presente e cogliere tutte le opportunità che le nuove tecnologie ci offrono.  

Microsoft Teams vs Google Meet

MICROSOFT TEAM VS GOOGLE MEET  

Coprotagonisti o antagonisti?  

Nell’anno del distanziamento sociale, della crisi sanitaria e dello smart working le persone hanno cercato modi innovativi per rimanere vicini seppure fisicamente lontani.  

In particolare, milioni di lavoratori costretti allo smart working  hanno dovuto cominciare a svolgere le loro riunioni online, a comunicare con i propri colleghi tramite chat e a scambiarsi documenti tramite apposite app. 

In questa complessa situazione i due grandi colossi Microsoft e Google si sono ritrovati coprotagonisti nella scena. Entrambi hanno dovuto gestire un numero elevatissimo di utenti e offrire sempre più servizi specializzati.

 Di seguito verranno descritte le caratteristiche di Microsoft Teams e Google Meet, così da poter cogliere i vantaggi e gli svantaggi di entrambe le piattaforme.

Microsoft Teams: una molteplicità di funzioni!

Microsoft Teams è un ambiente cross platform basato sul cloud che racchiude diversi strumenti di collaborazione che se utilizzati al meglio possono portare ad aumentare l’efficienza dei collaboratori di un’azienda. All’interno di teams è possibile chattare con uno o più utenti, pianificare riunioni virtuali ed effettuare chiamate attraverso diversi device e sia nella versione desktop che broswer.

Durante i primi mesi di lockdown in Italia Teams è stato utilizzato da 44 milioni di utenti al giorno e i minuti di chiamata aziendale sono aumentati del 775%.  

È possibile utilizzare la piattaforma Microsoft Teams anche all’interno di un pacchetto gratuito, ma con delle limitazioni. Ad esempio è possibile effettuare videochiamate con massimo 300 persone contemporaneamente per 24 ore, ma non vi è la possibilità di registrarle.  

Per ottenere più vantaggi dall’uso di Teams è necessario acquistare delle licenze che Microsoft che si dividono in due grandi famiglie in base al tipo di cliente e alle sue esigenze: 

  • Licenze Microsoft 365: Basic (4,20 € per utente/mese), Apps for business (8,80 € per utente/mese) e Standard (10,50 € per utente/mese) 

  • Licenze Enterprise: E1 (6,70 € per utente/mese), E3 (19,70 € per utente/mese, E5 (34,40 € per utente/mese), Pro plus (12,90 € per utente/mese)

Google Meet: semplice ed efficiente!

 

Meet è un’applicazione creata da Google per le teleconferenze, molto intuitiva e con diverse caratteristiche avanzate. Essa può essere utilizza su ogni dispositivo dell’utente tramite app o sul browser. 

Uno dei principali vantaggi di tale piattaforma è la familiarità degli utenti con il prodotto, che molto spesso non hanno molte conoscenze informatiche. Questo ha portato molte aziende istituti scolastici a preferire tale strumento vista la situazione di urgenza in cui si trovavano.  

Nei mesi di lockdown circa 3 miliardi di nuovi utenti hanno utilizzato quotidianamente Google Meet e in ogni mese si sono contati circa 3 miliardi di minuti di meeting all’interno della piattaforma. 

Tutti gli utenti che possiedono un account Google possono organizzare gratuitamente una riunione su Meet con massimo 100 partecipanti e con una durata massima di 60 minuti.  

Per usufruire di tutte le potenzialità di Meet, come la registrazione di una riunione o  la creazione di un evento live streaming è necessario acquistare la G Suite ai seguenti prezzi mensili per utente: 

  •  G Suite Basic: 4,68 € 
  •  G Suite Business9,36 € 
  • G Suite Enterprise: 23 €  

Dopo questa breve panoramica sulle caratteristiche di Microsoft Teams e Google Meet si spera di aver dare un sostegno nella scelta. È importante sottolineare le potenzialità di entrambe le piattaforme che necessitano di utenti capaci di sfruttarle al meglio.  

Armiamoci e innoviamoci

Armiamoci e innoviamoci!

Lo smart working come scelta lavorativa

Il lockdown causato dal coronavirus ha portato i lavoratori di tutto il mondo a stravolgere il loro modo di lavorare. Milioni di persone si sono ritrovati a lavorare da casa, lontano dai colleghi e senza i giusti strumenti. Col tempo le aziende hanno dovuto iniziare un processo di digital transformation per cercare di rendere operativi i loro collaboratori anche a distanza. 

Ma i lavoratori cosa ne pensano di questa situazione? Hanno i giusti strumenti per lo smart working? Quali sono le problematiche che un lavoratore deve affrontare nel 2020? Quali sono le prospettive per il 2021? 

Grazie alla recente ricerca Workforce of the Future” di Cisco, che ha coinvolto 10.000 dipendenti di 12 paesi dell’Europa, Russia e Medio Orientesi è potuto delineare le loro aspettative di lavoro a partire dal 2021.  

In particolare, gli italiani, che prima del lockdown non avevano mai sperimentato il lavoro flessibile, hanno potuto coglierne qualche vantaggio. Secondo la ricerca di Cisco l’87% dei lavoratori italiani vorrebbe cominciare ad avere l’opportunità di scegliere se e quanto lavorare da remoto o in ufficio. I principali benefici riscontrati durante la pandemia, che i lavoratori vorrebbero mantenere, sono: maggiore autonomia lavorativa, collaborare in team a distanza e maggiore produttività.  

Per questo motivo tornare alla normalità non è più un’opzione accettabile per i dipendenti. La situazione più auspicabile per le aziende sarebbe di rendere libero il collaboratore di scegliere la modalità di lavoro che preferisce.   

Tutto ciò però non può avvenire se prima i lavoratori non vengono equipaggiati con i giusti strumenti. 

Molte aziende internazionali hanno colto questo potenziale e hanno fatto del lavoro flessibile una nuova filosofia aziendale offrendo ai loro collaboratori specifici strumenti per lo smart working 

Nelle piccole e medie imprese italiane però la situazione è ben diversa, bisogna ancora combattere con diverse problematiche che limitano l’innovazione al loro interno. 

Una delle prime barriere da abbattere riguarda la cultura verso l’innovazione. Nel 2020 un’azienda per essere competitiva non può pensare che gli investimenti in innovazione digitale siano uno spreco di denaro. La pandemia ci ha insegnato che dobbiamo “armarci” digitalmente e che tutti ne abbiamo la possibilità. L’innovazione non è più una “cosa da ricchi”, ma è un vantaggio che qualsiasi azienda può sfruttare.  

Ma di cosa ha realmente bisogno un lavoratore? 

 

In base alle difficoltà riscontrate dai collaboratori durante i mesi di lock-down sono state evidenziate due principali esigenze.

1) Assenza di adeguate competenze digitali. 

La maggior parte dei collaboratori non conosce tutti gli strumenti che sta utilizzando o che andrà ad utilizzare. Per questo motivo è necessario che l’azienda offra specifici corsi di formazione ad ogni dipendente, così da permettergli di sfruttare il potenziale di ogni strumento. Ad esempio, Microsoft Teams è uno degli strumenti più utilizzati in questi mesi per facilitare la collaborazione tra colleghi, ma al suo interno possiede tantissime funzionalità poco utilizzate.  

2) Scarsità di strumenti adatti per lo smart working.  

Molti smart worker si sono trovati rinchiusi in casa con strumenti lenti, vecchi e senza protezione dagli attacchi hackerOltre ad avere a disposizione device che garantiscano di lavorare in modo smart sono necessari i giusti prodotti di office automationMicrosoft offre la possibilità ad ogni azienda di sfruttare il cloud per gestire l’accesso alle applicazioni aziendali in modo sicuro da diversi device e di poter condividere in ogni momento documenti. Oltre ai più noti strumenti di comunicazione, ve ne sono tantissimi altri che rispondo ad altre esigenze come la collaborazione da remoto o la protezione dei dati. 

Se le aziendriuscissero ad ascoltare i propri collaboratori e a investire il giusto tempo e denaro in innovazione si potrà rivoluzionare la vita lavorativa di tantissimi italiani.