MFA e password sicure

5 abitudini per proteggere gli account aziendali

MFA

La sicurezza degli account aziendali parte da due elementi fondamentali: MFA e password sicure. Nella maggior parte dei casi, infatti, gli attacchi informatici non iniziano con tecniche complesse, ma con una credenziale rubata, riutilizzata o carpita tramite phishing. Una password compromessa può diventare la porta d’ingresso per posta elettronica, Microsoft 365, dati aziendali e sistemi critici. La buona notizia è che molte intrusioni possono essere prevenute adottando poche abitudini concrete: autenticazione a più fattori, password uniche, gestori di password e maggiore attenzione alle richieste di accesso sospette.

1. Attivare l'MFA su tutti gli account aziendali

L’autenticazione a più fattori, o MFA, aggiunge un secondo livello di protezione oltre alla password: un’approvazione tramite app, un codice temporaneo, una passkey o un altro metodo di verifica. Questo significa che, anche se un criminale entra in possesso della password, non può accedere senza il secondo fattore. Per questo l’MFA dovrebbe essere attiva su tutti gli account aziendali, a partire da posta elettronica, Microsoft 365, VPN, strumenti amministrativi e servizi cloud. Non va limitata agli utenti considerati “più importanti”: spesso gli account meno presidiati sono proprio quelli più facili da sfruttare come punto d’ingresso.

2. Usare password uniche per ogni servizio

Riutilizzare la stessa password su più piattaforme è una delle abitudini più rischiose. Se un sito viene violato, quelle credenziali possono essere provate automaticamente su altri servizi aziendali: è il cosiddetto credential stuffing. Una password già esposta in passato può quindi aprire la strada a nuovi accessi non autorizzati. La regola da seguire è semplice: attivare l’MFA e avere su ogni account una password diversa. In questo modo, l’eventuale compromissione di un singolo servizio resta circoscritta e non mette a rischio l’intero ambiente aziendale.

3. Usare un gestore di password

A questo punto sorge l’obiezione ovvia: come si fanno a ricordare decine di password tutte diverse? La risposta è non ricordarle affatto. Un gestore di password (password manager) le genera lunghe e casuali, le conserva in una cassaforte cifrata e le inserisce automaticamente al momento giusto. All’utente resta da ricordare una sola password robusta, quella principale. Insieme all’MFA offre un vantaggio di sicurezza spesso sottovalutato: molti gestori inseriscono le credenziali solo sul sito corretto, aiutando così a smascherare le pagine di phishing che imitano quelle legittime. In azienda, un gestore condiviso permette anche di evitare la pessima abitudine di scambiarsi le password via chat o su fogli di calcolo.

4. Con l'MFA dimentica le password complesse

Per anni si è insegnato a creare password piene di simboli e a cambiarle ogni tre mesi. Le linee guida più aggiornate hanno ribaltato questo approccio. Ciò che conta davvero è la lunghezza: una frase lunga e facile da ricordare — una passphrase come “TazzaBluCaffèMattino!” — è più robusta e più pratica di una breve sequenza contorta. Allo stesso modo, i cambi periodici forzati sono oggi sconsigliati: spingono le persone a scegliere varianti prevedibili (Password1, Password2…) e a scriversele. È molto meglio una password lunga e unica, cambiata solo quando c’è un reale sospetto di compromissione. Grazie all’MFA si hanno meno regole inutili, più sicurezza effettiva.

5. Proteggere il secondo fattore e diffidare degli inganni

L’MFA è potente, ma i criminali cercano di aggirarla — non violandola, ma ingannando le persone. Due accortezze finali fanno la differenza. La prima: scegliere metodi di verifica forti. Le passkey e le app di autenticazione (come Microsoft Authenticator) sono più sicure dei codici via SMS, intercettabili. La seconda: attenzione all’“MFA fatigue”, la tecnica con cui un attaccante, già in possesso della password, invia raffiche di richieste di approvazione sperando che la vittima, infastidita, ne accetti una per sbaglio. La regola è netta: non approvare mai una richiesta di accesso che non hai avviato tu. Una notifica inattesa non è un fastidio da chiudere, ma un segnale d’allarme: significa che qualcuno conosce già la tua password e va cambiata subito.

MFA e password sono la prima difesa contro gli accessi non autorizzati!

MFA, password uniche, gestori di password, passphrase lunghe e attenzione alle richieste di accesso sospette sono misure semplici ma estremamente efficaci per aumentare la sicurezza informatica aziendale. Non eliminano ogni rischio, ma riducono in modo significativo la probabilità che un account compromesso diventi l’inizio di un attacco più esteso. La protezione degli accessi non dipende solo dalla tecnologia: richiede anche consapevolezza, regole chiare e comportamenti coerenti da parte di tutto il team.

Infoservice supporta le aziende nella protezione degli account e degli accessi digitali: dalla configurazione dell’MFA e delle policy di accesso su Microsoft 365, all’adozione di password manager aziendali, fino alla formazione del personale contro phishing e tentativi di furto credenziali. Se vuoi rafforzare la sicurezza degli accessi nella tua organizzazione, possiamo aiutarti a valutare le misure più adatte al tuo contesto.

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